Asti – Douja d’Or

18 settembre 2010

 

Ingresso Area Douja d'Or

Ingresso Area Douja d'Or

Dehor nelle piazze di Asti

Dehor nelle piazze di Asti

Banchetti dei borghi in Piazza San secondo

Banchetti dei borghi in Piazza San secondo

Piazza Alfieri dove si correrà il palio

Piazza Alfieri dove si correrà il palio

Visitata il 17 settembre 2010

In realtà non si tratta di una fiera, ma di un salone… e che salone! Ad Asti fanno sul serio, la Douja d’or si sviluppa su tre aree ricavate nei palazzi dello splendido centro storico della città. Fra loro sono unite da un tappeto rosso che conduce di palazzo in palazzo. Ovunque un via vai di persone dotate di tasca con calice appeso al collo, piattini di plastica con un concentrato di leccornie da urlo il cui scopo è di esaltare e accompagnare i nettari da degustare. Cortili adibiti ad aree ristorative ove sedersi a tavola e, in un clima gradevole, non chiassoso ma festoso, si gustano vini e piaceri della buona tavola. Il dovere non mi permette di unirmi alla kermesse alimentare ma, sebbene sia quasi astemio e non abbia conoscenza dei vini, se fossi turista mi lascerei tentare. Vini, vini e ancora vini, ovunque, dappertutto, sopra e sotto, a destra e a sinistra, davanti e dietro il visitatore. Ma non siamo all’Oktoberfest, qui il clima è sì festoso ma discreto e misurato. Si gusta, si degusta, si assapora, si apprezza, si osserva, si riflette… insieme: non ho visto individui singoli (forse l’unico ero io…), due parole per scambiare un parere, lasciarsi prendere dalla curiosità, cercare conferme o scoprire sapori e aromi nuovi. La compostezza che caratterizza la manifestazione è del resto comprensibile, assaporare richiede anche concentrazione ed un minimo di tranquillità.
E poi c’è Asti… scalda i motori per il palio che si sta allestendo nella centralissima piazza Alfieri dove domenica sarà tripudio di festa, bandiere, grida e gioia. Merita vederlo il Palio, è un evento straordinario di partecipazione, condivisione, festa, allegria, gioia e voglia di stare insieme. Ad Asti, la prima cosa che si nota nel centro storico, è il gran numero di dehor, ovunque gente che pasteggia, che chiacchiera intorno ad un tavolo in piacevole compagnia, ma mai chiassosa, mai baccano, solo un sottile brusio che è come velluto per le orecchie. La sera è calda, la giacca è di troppo, ma una passeggiata per il centro storico di questa bellissima città fatta di torri e vicoli, piazze e cortili e singolari atmosfere è un doveroso omaggio alla bellezza.


Villafranca d’Asti – Maiale d’autore

27 agosto 2010

Visitata il 16 maggio 2010

No, dico, ma con un titolo così non ci sarei mai potuto mancare… goloso come sono… “Maiale d’autore” è un titolo che si presta bene a molte interpretazioni, ma io aspetto di vedere salumi di eccellenza, prosciutti da mille e una notte, lonze e capocolli, porchette  e mortadelle… macché. Quando arrivo, nel pomeriggio, più che stand ci sono le bancarelle del mercato, ma di stand gastronomici non ne trovo. O li hanno spostati altrove, o ci sono già stati oppure si trattava di una sagra a cielo aperto ove gustare salsicce e costine con canti e balli. Bella cosa intendiamoci, e generoso lo sforzo dei volontari che in queste fiere si danno sempre tanto da fare, però speravo in qualcosa di più specifico e più allineato alle tradizioni culinarie e zootecniche della zona.


Asti – fiera Città di Asti

27 agosto 2010

Visitata il 5 maggio 2010

Ampia, ricca di stand e visitatori, ben strutturata. Peccato per le indicazioni, chi arriva da Torino deve avere davvero un sesto senso per trovare l’aera della fiera. Alla fine devo chiedere ad una pattuglia di poliziotti per trovare il punto giusto, e malgrado le generose indicazione dei tutori dell’ordine, la mancanza di segnali mi porta a sbagliare una seconda volta. Alla fine raggiungo l’agognata area fieristica. E qui le cose cambiano: percorsi ben strutturati, spazio per muoversi, stand ben dislocati in una grande area al coperto. Ancora una volta accade una cosa sempre più frequente: anche qui trovo un paio di miei clienti. Mi fa piacere, vuol dire che sto lavorando bene, e una stretta di mano, due parole e un sorriso, rendono la fatica meno pesante.


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