Carignano – Sagra del Ciapinabò

23 ottobre 2010

Visitata il 9 ottobre 2010

Il Ciapinabò o Tapinambur è un tubero saporito e ricco che si può fare i diversi modi, anche fritto come le patatine e arricchisce piatti succulenti. A Carignano fanno una sagra che si snoda per le vie del centro e che merita una visita, fra bancarelle di ogni ben di dio e e aromi, vini e formaggi, degustazioni da urlo si possono ammirare specialità locali tipiche della campagna. Bella l’idea di un’area coperta con gli stand dedicati agli allevatori locali che sono presenti con alcuni bovini delle loro stalle. Caldarroste e un tiepido freddo fanno parte della coreografia di un sabato dal cielo grigio ma dal calore umano intenso. Non è un grande evento, ma una visitina con la famiglia alla domenica vale la pena di farla.


Torino – Euromineralexpo

23 ottobre 2010

Visitata il 9 ottobre 2010

Eh! Non c’è che dire: il fascino delle pietre, dei fossili, degli oggetti luminosi, colorati e brillanti attira sempre. A frotte i visitatori si avvicino agli stand di negozianti, gioiellieri, importatori, esportatori e collezionisti distribuiti lungo infiniti tavoli che hanno un pregio importantissimo: fianco a fianco, indiani, italiani, marocchini, coreani, africani, cinesi, srilankesi (si dice così?), francesi, inglesi, lettoni, tedeschi, spagnoli, brasiliani (tanti), da ogni parte del globo (se la Luna fosse abitata, verrebbero anche da lì), da ogni cultura, da ogni idioma, da ogni religione, sono tutti lì, fianco a fianco, panini, kebab, pizza, spaghetti (sì anche quelli), cus cus, insalatine, frittate, un immenso crogiulo di razze, voci, idee, sorrisi e sguardi che si intrecciano con i visitatori anche loro variegati, curiosi, competenti, attenti, misurati, guardano tutto con attenzione con domande precise che lasciano pochi dubbi: se ne intendono. E’ bello passeggiare fra le bancarelle, un po’ difficile invece proporre un sito internet a chi sta vendendo… Ma è il mio lavoro, e in punta di piedi, con un sincero sorriso, porto via pochi secondi al mio interlocutore, quasi mai infastidito, anzi generoso di sorrisi anche lui (o lei), ma il tempo è suo e io glielo lascio volentieri.
Bella questa fiera, importante per numero di espositori e per quantità e qualità di visitatori e prodotti esposti. Si trovano pietre rare e comuni, oggetti di ogni foggia e dimensione, pietre che, ad onta della loro staticità, parlano delle terre da cui provengono, sostengono l’immaginazione di dove si trovassero prima di arrivare qui, qualcuno mette anche la foto degli scavi e allora, almeno con la fantasia, si può inziare un viaggio lungo e grande quanto il mondo. Se poi ci si ferma a parlare con gli espositori si scoprono abitudini, usi e costumi di popoli lontani, ad esempio il 4 è il numero della morte in Giappone altri Paesi asiatici, in Brasile non ordinate mai tre caffè con l’ausilio del pollice ve ne manderanno due, gli americani cominciano a contare dal mignolo, il brasiliano considera Torino a due passi da Verona (per forza, loro hanno distanze siderali nel loro Paese). Visitare questa fiera è educativo, anche per i ragazzi, aiuta a capire meglio altri popoli e conoscere meglio la terra su cui viviamo. Un’esperienza da ripetere.


Susa – Expobioenergia

3 ottobre 2010

Visitata il 2 ottobre 2010

Targa a Norberto Rosa

Targa a Norberto Rosa

Castello che ospita la fiera

Castello che ospita la fiera

Interno fiera

Interno fiera

Targa ad Carlo Andrea Rana

Targa a Carlo Andrea Rana

Sfizioso negozio di frutta

Sfizioso negozio di frutta

Statua di Cesare Augusto

Statua di Cesare Augusto

La fiera è piccola, all’interno del castello della Madama Adelaide, al centro di un bel parco archeologico romano, in ogni stanza ci sono alcuni espositori, ma non sono tanti, anzi. E’ una fiera nata da poco e ricca di buone intenzioni: ben arredata e studiata come evento destinato a ben maggiori dimensioni, questo appuntamento commerciale, come al solito, è mal indicato all’ingresso del paese.Tanto che bisogna affidarsi alla gentilezza degli abitanti per sapere qual è la strada giusta. Intendiamoci, non solo questa fiera ma anche altre “godono” di queste mancanze. La visita dura poco, per quanto interessante tutto si chiude in poco più di una mezz’oretta. Ma il parchimetro è puntato con generoso ottimismo per un’altra ora e mezza e allora non resta che gironzolare per il paese e si scopre Susa. E’ una località davvero interessante, anzi molto bella direi. Passeggiando per i vicoli e per le stradine di Susa si scoprono angoletti di eccellenza: piccole pasticcerie artigianali dove le papille gustative impazziscono, negozietti prieni di tutto a buon prezzo e soprattutto “souvenir d’Italie”: panettoni e pandori con sopra la scritta di rigore “traditional italian cake”, pacchi di pasta per turisti (poiché non li vedremo mai nei nostri supermercati) di marche sconosciute e poi i liquori. A centinaia, di ogni foggia e gusto. I segusini non sono ubriaconi: quegli spiriti sono per i turisti, infatti ovunque ti giri senti parlare francese, li trovi ad ogni angolo, seduti su una panchina a gustare dolci squisiti, o dentro i supermercati per turisti a riempirsi borse e scatoloni di grappe, superalocoolici, digestivi, conserve, sottaceti, sottoli e tutto quello di italiano che ci può stare dentro. Non sembrano turisti che vivono in città, hanno più i volti sanguigni di chi vive in montagna e che trovano in Italia cose che da loro non si trovano o si trovano difficilmente. Sono gentili (malgrado la nomea che hanno i francesi che ci riservano soprattutto quando sono nel loro Paese), sorridenti e curiosi, guardano, commentano e osservano. Molti sono anziani, altri sono motociclisti tutti accomunati dalla curiosità e la voglia di comprare cose per loro introvabili. Continuando a passeggiare si scoprono cose interessanti, per esempio un paio di targhe dedicate a Carlo Andrea Rana e Norberto Rosa personaggi che, malgrado le poche righe che gli dedica Wikipedia, sembra che abbiano fatto grandi cose. Del resto che questo sia un paese operoso lo si vede da come viene tenuto bene: le vie pendonali, i portici, i negozi sfiziosi e curati. Intorno le Alpi che qui iniziano a diventare grandi, maestose, belle e minacciose si perdono nel cielo grigio delle nuvole basse. Nei giardini del parco archeologico, la statua di Augusto continua a indicare Roma, che da qui, sembra davvero lontana nello spazio e nel tempo.


Torino – ManualMente

3 ottobre 2010
Vistitata il 2 ottobre 2010

Gruppo di allieve al lavoro

Gruppo di allieve al lavoro

Creatività, gentilezza, passione e un sorriso per tutti...

Creatività, gentilezza, passione e un sorriso per tutti...

Già dal titolo si capisce tutto. O quasi. Mano e mente, ingegno ed estro, pratica e teoria si incontrano al Lingotto fiere per radunarsi intorno a un centinaio di stand dove la fantasia fa i salti di gioia. Frotte di persone ammucchiate davanti a tavolini dove mani veloci, esperte e attente generano disegni, pupazzi, pupazzetti, candele, tessuti, stoffe, fiori e tutto quello che la fantasia vi può spingere a pensare. Così si incontrano signore attempate (ma non solo), gli occhiali sul naso, che meticolose e precise lavorano intorno a insiemi di materiali indefinibili che di lì a poco si trasformeranno in una tenera bambolina o un fiore o chissà cos’altro, ogni tanto distolgono lo sguardo per vedere se le loro allieve (visitatrici che si cimentano nelle creazioni più disparate) stanno facendo bene, e spesso lo fanno. Ogni tanto qualcuna chiede come si fa questa o quella cosa, una testa troppo piccola o una gambetta più piccola dell’altra oppure un petalo non esattamente in linea con gli altri, e la maestra si ferma, fissa meglio gli occhiali sul naso, si avvicina indica cosa e come fare e poi, quando l’altra ha capito, o sembra aver capito, ritorna attenta alla sua creazione. E di creazione ce ne sono a bizzeffe, bambole e fiori, casette in découpage e libri stranissimi, tovaglie, pizzi, candele, ornamenti, disegni, quadretti, fiocchi, stelle, cornici ma soprtattutto colori. Questo è il festival della fantasia e quindi del colore. Girare fra gli stand a caccia di clienti diventa difficile, non voglio disturbare anche se, presentandomi con la dovuta educazione, vengo sempre accolto con gentilezza e cortesia e sempre con un sorriso.
Bella questa fiera, dura fino domenica 3 ottobre e merita di essere visitata. Non ci sono solo espositori italiani, alcuni sono francesi, altri spagnoli, ma poco importa la provenienza c’è un intero mondo da scoprire. E ne vale la pena.


Bra – Da cortile a cortile

27 settembre 2010

Visitata il 26 settembre 2010

Bra - Da cortile a cortile

Bra - Da cortile a cortile

Beh! Le bancarelle o stand c’erano e la foto le documenta. Erano una decina e principalmente di ospiti di altre regioni d’Italia, infatti sono tutte nell’immagine, non ce ne sono altre. Dal punto di vista commerciale (il motivo per cui ci sono andato) è stato un fiasco clamoroso. Ma per il resto no. Intanto è bella l’idea di segnare dei cortili in cui si possono degustare specialità eno-gastronomiche, poi la notte bianca fra sabato e domenica e tante altre trovate (non ultimo un treno d’epoca fermo in stazione per andare la sera chissà dove). Il risultato è un paese chiuso al traffico (nel centro storico), con relativo corollario di fulmini e saette poiché non ci sono indicazioni adeguate per la promozione della manifestazione, ma soprattutto le fiumane di persone con calice in busta di cotone giallo appeso al collo che girano di cortile in cortile: in questo si degusta l’aperitivo, in quello gli antipasti, in quell’altro i primi, in quello laddietro i secondi, lì per i vini, qui per i dolci… e così via. Qualcuno lamenta ad alta voce la penalizzazione per chi è vegetariano anche se i menu sono piuttosto vari. Un venticello piacevole e non fastidioso fa di questa giornata di sole un ambiente surreale, silenzioso, sonnacchioso. Ma lo so che qui c’è l’eccellenza culinaria e mi fa piacere girare pe le strade deserte del centro di questo bel paese. Poi, dietro l’angolo, sempre ad alta voce, ritrovo chi si sta ancora lamentando perché, essendo vegetariano, si sente penalizzato… un’occhiata più attenta al menu avrebbe risolto qualche fastidio. A patto di non voler polemizzare a tutti i costi.


Avigliana – Val di miele

20 settembre 2010
bancarelle nel viale

bancarelle nel viale

Visitata il 19 settembre 2010 

Avigliana è un luogo ove ci vai anche se non ci sono particolari manifestazioni, per passare una domenica pomeriggio in un luogo suggestivo, per andare a vedere quei laghi ricchi di leggenda e fascino, per incontrare quattro papere che galleggiano pigre negli angoli degli specchi d’acqua. Se poi c’è una fiera allora è un tripudio di gente. Il sole del pomeriggio aiuta e questa fiera, tutto sommato piccola, sembra un evento di grandi dimensioni. Lungo il viale centrale del paese, nella parte bassa, si snodano le bancarelle, non molte e ben distanziate fra loro. Due clienti tedesche faticano a capire il concetto di stagionatura di un anno per una toma, famigliole intorno a bancarelle di mieli di ogni tipo e pezzatura a decantarne le prestazioni… Sopra tutti un aeroplanino che volteggia e una signora che mi vede fotografarlo (senza successo) pensa che sia un giocattolo

fiera nella piazza

fiera nella piazza

telecomandato dalla mia macchinetta fotografica, si dipinge il terrore nei suoi occhi quando le dico che quello è un aereo vero sulle nostre zucche. Nella piazza si esibiscono ballerini di una scuola di ballo ed è bello vedere signore attempate di tutte le forme e pesi, cimentarsi in passi spesso difficili e complicati. Ma se le si osserva bene, ci si legge la gioia negli occhi, quella gioia e quella luce che solo le donne hanno quando ballano. Che lo facciano bene o lo facciano male, che siano o meno aggraziate, leggiadre o pesanti, non importa: lo fanno e basta, ed è bello vederle, osservare i loro corpi che diventano piume al vento di una musica che le porta lontano. Perché alle donne piace ballare, e agli uomini piace vederle ballare.

saggio di danza in piazza

saggio di danza in piazza


Cumiana – Naturalmente

20 settembre 2010

Visitata il 19 settembre 2010

Naturalmente Cumiana

Naturalmente Cumiana

Fiera che pone l’attenzione sui prodotti biologici e naturali proponendo soluzioni alimentari, cosmetiche, abitative e artistiche. Il volume di bancarelle si snoda per le vie del centro dove è interessante la mostra degli intagliatori di legno che offrono idee divertenti e di buon gusto. Non mancano (e come potrebbero?) tome, salami, mieli, dolci, frutta e verdura. Anche i locali toccati dalla fiera sono presenti: bar, negozi e drogherie che si sporgono sulle vie della fiera hanno il loro banchetto. Come al solito il mondo degli espositori è vario e variopinto. Al mattino il sole è pigro e il cielo è grigio ma al pomeriggio le cose cambiano, la folla aumenta e il sole si prende la sua rivincita. Ci sono anche stand di promozione sociale, scuole gratuite gestite dalle suore, associazioni in soccorso di chi non ha una casa o di chi offre sostegno alle famiglie degli alcolisti o agli alcolisti stessi. Banchetti di beneficenza ove si vendono giocattolini appartenuti a bamini che ora si disfano di quella paccottaglia in cambio di qualche soldino da mandare chissà dove. L’atmosfera è tranquilla, quasi mesta. E’ bello parlare e dialogare con chi fa volontariato, in particolare chi aiuta il recupero degli alcolisti che a volte riescono nell’impresa, ma non sempre. Siamo concordi che anche solo tirare fuori un soggetto da quell’inferno è una soddisfazione che vale tutta la pena e l’impegno profusi, il volto dell’interlocutore si illumina e si capisce: sono cose difficili e, come diceva papa Paolo VI, per problemi difficili non esistono soluzioni facili.


Pancalieri – Viverbe

19 settembre 2010
Viverbe - area esterna

Viverbe - area esterna

Vistata il 18 settembre 2010

Il vero protagonista di questa fiera è il tempo. La visita arranca fra le gocce di pioggia di una serata di settembre che sembra di

Viverbe - area espositiva coperta

Viverbe - area espositiva coperta

fine ottobre. Fredda, umida e piovosa questa sera non riesce a tenere lontani i visitatori. L’area esterna, con le piante e piantine che sembrano aspettare la gente come i camerieri di un ristorante gli avventori, è divisa fra giochi e tendoni del ristoro, poi si accede all’area sportiva coperta destinata ad accogliere gli stand. Non sono pochi, anzi ci sono molte idee, spezie, colori, odori, sapori, profumi che attendono un pubblico che forse stasera non sarà numeroso e per questo più attento e che merita attenzione. Ma domani no. Domani è domenica, allora ci sarà il sole o comunque non pioverà, e se lo farà lo farà poco e la gente verrà, perché non c’è nulla di più triste di una fiera con più espositori che pubblico.


Asti – Douja d’Or

18 settembre 2010

 

Ingresso Area Douja d'Or

Ingresso Area Douja d'Or

Dehor nelle piazze di Asti

Dehor nelle piazze di Asti

Banchetti dei borghi in Piazza San secondo

Banchetti dei borghi in Piazza San secondo

Piazza Alfieri dove si correrà il palio

Piazza Alfieri dove si correrà il palio

Visitata il 17 settembre 2010

In realtà non si tratta di una fiera, ma di un salone… e che salone! Ad Asti fanno sul serio, la Douja d’or si sviluppa su tre aree ricavate nei palazzi dello splendido centro storico della città. Fra loro sono unite da un tappeto rosso che conduce di palazzo in palazzo. Ovunque un via vai di persone dotate di tasca con calice appeso al collo, piattini di plastica con un concentrato di leccornie da urlo il cui scopo è di esaltare e accompagnare i nettari da degustare. Cortili adibiti ad aree ristorative ove sedersi a tavola e, in un clima gradevole, non chiassoso ma festoso, si gustano vini e piaceri della buona tavola. Il dovere non mi permette di unirmi alla kermesse alimentare ma, sebbene sia quasi astemio e non abbia conoscenza dei vini, se fossi turista mi lascerei tentare. Vini, vini e ancora vini, ovunque, dappertutto, sopra e sotto, a destra e a sinistra, davanti e dietro il visitatore. Ma non siamo all’Oktoberfest, qui il clima è sì festoso ma discreto e misurato. Si gusta, si degusta, si assapora, si apprezza, si osserva, si riflette… insieme: non ho visto individui singoli (forse l’unico ero io…), due parole per scambiare un parere, lasciarsi prendere dalla curiosità, cercare conferme o scoprire sapori e aromi nuovi. La compostezza che caratterizza la manifestazione è del resto comprensibile, assaporare richiede anche concentrazione ed un minimo di tranquillità.
E poi c’è Asti… scalda i motori per il palio che si sta allestendo nella centralissima piazza Alfieri dove domenica sarà tripudio di festa, bandiere, grida e gioia. Merita vederlo il Palio, è un evento straordinario di partecipazione, condivisione, festa, allegria, gioia e voglia di stare insieme. Ad Asti, la prima cosa che si nota nel centro storico, è il gran numero di dehor, ovunque gente che pasteggia, che chiacchiera intorno ad un tavolo in piacevole compagnia, ma mai chiassosa, mai baccano, solo un sottile brusio che è come velluto per le orecchie. La sera è calda, la giacca è di troppo, ma una passeggiata per il centro storico di questa bellissima città fatta di torri e vicoli, piazze e cortili e singolari atmosfere è un doveroso omaggio alla bellezza.


Pinerolo – Fiera dell’artigianato

13 settembre 2010

Visitata il 12 settembre 2010

La fantasia è la vera protagonista di questa fiera. Unita all’operosità e al talento e alla voglia di fare, che da queste parti è una costante, la fantasia produce una miriade di idee. Ed ecco allora ingegnosi intagliatori trasformare ciocchi di legno anonimo in forme di cavalli stupendi e non solo. Il cavallo era il tema di quest’anno, animale su cui Pinerolo ha costruito la sua storia recente e passata (famoso il Nizza Cavalleria che qui aveva sede) e  nella piazza grande (ove solo dieci giorni fa c’erano trattori e motozappe) hanno pensato (bene) di fare delle gare ippiche di grande pregio.
Girare fra le bancarelle e gli stand è un viaggio fra l’inventiva e l’immaginazione, idee piccole e grandi, soluzioni di ogni genere, dalle piante ai quadri, dalle statue ai sassi e alla bigiotteria, artigiani che operano in svariati settori, restauratori e creatori di tutto quanto fa arredamento e non solo. Nella piazzetta si possono mangiare grigliate squisite, ma non hanno messo un tendone sopra i tavoli e allora si deve mangiare sotto un sole violento. Meglio evitare un brutto malanno e proseguo altrove. Un mio cliente mi raggiunge nel mio peregrinare e mi chiede se ho visto uno stand dove facevano lo zucchero filato, sua figlia e una sua amichetta lo desiderano tanto: li guardo dispiaciuto, è una piccola cosa, ma possibile che in una fiera così ben organizzata nessuno ci abbia pensato?


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