Visitata il 9 ottobre 2010
Eh! Non c’è che dire: il fascino delle pietre, dei fossili, degli oggetti luminosi, colorati e brillanti attira sempre. A frotte i visitatori si avvicino agli stand di negozianti, gioiellieri, importatori, esportatori e collezionisti distribuiti lungo infiniti tavoli che hanno un pregio importantissimo: fianco a fianco, indiani, italiani, marocchini, coreani, africani, cinesi, srilankesi (si dice così?), francesi, inglesi, lettoni, tedeschi, spagnoli, brasiliani (tanti), da ogni parte del globo (se la Luna fosse abitata, verrebbero anche da lì), da ogni cultura, da ogni idioma, da ogni religione, sono tutti lì, fianco a fianco, panini, kebab, pizza, spaghetti (sì anche quelli), cus cus, insalatine, frittate, un immenso crogiulo di razze, voci, idee, sorrisi e sguardi che si intrecciano con i visitatori anche loro variegati, curiosi, competenti, attenti, misurati, guardano tutto con attenzione con domande precise che lasciano pochi dubbi: se ne intendono. E’ bello passeggiare fra le bancarelle, un po’ difficile invece proporre un sito internet a chi sta vendendo… Ma è il mio lavoro, e in punta di piedi, con un sincero sorriso, porto via pochi secondi al mio interlocutore, quasi mai infastidito, anzi generoso di sorrisi anche lui (o lei), ma il tempo è suo e io glielo lascio volentieri.
Bella questa fiera, importante per numero di espositori e per quantità e qualità di visitatori e prodotti esposti. Si trovano pietre rare e comuni, oggetti di ogni foggia e dimensione, pietre che, ad onta della loro staticità, parlano delle terre da cui provengono, sostengono l’immaginazione di dove si trovassero prima di arrivare qui, qualcuno mette anche la foto degli scavi e allora, almeno con la fantasia, si può inziare un viaggio lungo e grande quanto il mondo. Se poi ci si ferma a parlare con gli espositori si scoprono abitudini, usi e costumi di popoli lontani, ad esempio il 4 è il numero della morte in Giappone altri Paesi asiatici, in Brasile non ordinate mai tre caffè con l’ausilio del pollice ve ne manderanno due, gli americani cominciano a contare dal mignolo, il brasiliano considera Torino a due passi da Verona (per forza, loro hanno distanze siderali nel loro Paese). Visitare questa fiera è educativo, anche per i ragazzi, aiuta a capire meglio altri popoli e conoscere meglio la terra su cui viviamo. Un’esperienza da ripetere.