Barbania – fiera autunnale

25 ottobre 2010

Visitata il 24 ottobre 2010

Beh, una fiera è un’altra cosa. Questo è un mercato dell’abbigliamento e altri amennicoli, solo all’ingresso ci sono stand da fiera, con degustazioni e presentazioni, cataloghi e prodotti esposti, poi solo bancarelle, per carità buoni prodotti, nulla da dire, ma è un mercato non una fiera. Diverse bancarelle di cinesi con cose utili ma anche pacottaglia varia. Essendo una fiera agricola mi aspettavo altre cose, cascine con frutta e verdura, consorzi, cooperative, macchine agricole, degustazioni ad ogni stand… animazioni, qualcosa di vivo (chi ha visto la fiera della toma di Condove sa di cosa parlo). Invece un mercatino di paese. Domani vado a fare la spesa a quello dietro casa mia… almeno c’è un po’ di scelta in più.


Osasco – ExpOsasco

25 ottobre 2010

Visitata il 24 ottobre 2010

Passando da Bibbiana a Barbania m’imbatto, ad una rotonda, in uno striscione che reca il nome di questa fiera. E di fierina si tratta, minuscola, raccolta in una piazzetta parallela alla via principale, è fatta di sole bancarelle e qualche stand. Nulla di importante se non fosse per una mostra di Prinz NSU parcheggiate lunguo un viale attiguo. Belle, tenute bene, come uscite dalla concessionaria. Parlano di un tempo vicino e lontano di quando airbag, cinture di sicurezza e assorbimento frazionato, erano solo concetti nelle teste di pochi ingegneri. Ai miei tempi si diceva che la Prinz verde porta sfiga, ma se ne dicevano tante di idiozie a quel tempo. Però ora che ci penso, nessuna di quelle Prinz era verde…


Bibiana – Sagra del kiwi

25 ottobre 2010

Visitata il 24 ottobre 2010

Fiera davvero piccolina per un paesino piccolino, ma la buona volontà non manca e intorno al tendone principale hanno collocato due file di animali che se ne stanno buoni a guardare i visitatori. Capre, montoni, maiali, asini, cinghiali, pecore e pecorelle, mucche e vitellini che guardano con occhi impauriti alcuni ma indifferenti altri, cosa pensano di noi? Alla fine sorge un dubbio siamo noi che guardiamo loro o loro che osservano noi?
Di kiwi ce ne sono pochi, di mele molte. Non mi sembra una fiera molto centrata o indovinata, malgrado la buona volontà non riesce a “bucare”.
Il bue intanto rumina e guarda distratto intorno a sé, pare chiedersi “Cos’altro si inventeranno gli umani per rendere umano ciò che è umano come l’animale?”. Sarà pure una mia elucubrazione, ma dall’espressione rassegnata del bovino la risposta sembra eloquente: “Una bistecca, cos’altro?”


Torino – Salone del gusto

23 ottobre 2010

Visitata il 22 ottobre 2010

E’ la prima volta che ci vengo, ma ho preso le mie precauzioni. Nel corso delle visite non assaggio nulla e non bevo nulla per non aver problemi di comunicazione con i miei interlocutori. Ma in una fiera così è davvero dura per un goloso come me. Dunque prima di partire faccio un pasto leggero ma piacevole, insalatina, una mela e una scatoletta di carne con pochi grassi. Quanto basta per tenere a bada la gola dalle tentazioni cui sarò sottoposto. E funziona, almeno fino alle 22.
La struttura è ben organizzata: Lingotto fiera, due padiglioni per tutte le regioni italiane, uno per l’estero e un’area “laboratorio” dove mandare in estasi il palato e a farsi fottere il colesterolo. Il giro professionale è più breve del previsto, malgrado tutto finisce in fretta: cerco solo clienti in Piemonte di cui l’ottantacinque per cento degli espositori ha il sito, il dieci è in fase di consegna, il tre non è interessato e il due mi fissa un appuntamento. Poteva andare peggio.
Sono le 22 e tutto quel ben di dio ha fatto il suo effetto: ho una fame smisurata e visto che ho fatto per ben tre volte il giro di tutta la fiera (tre padiglioni), di calorie ne ho bruciate e parecchie, la scatoletta di carne ha fatto un buon lavoro. Adesso si mangia. Cosa? Beh partiamo da cose che qui a Torino difficilmente si trovano: Focaccia di Recco (sublime), nodini di salsiccia sicula arrotolati nel prosciutto e offerti nel cartoccio infilzati nello spiedino (con un titolo sullo stand inequivocabile: noi siamo per il colesterolo!), infine un cannolo siciliano. Tutti rigorosamente fatti sul posto da produttori dei luoghi d’origine, birra di un birrificio di Torino, vicino a casa mia: leggera e squisita. Devo dire che l’eccellenza di ciò che ho gustato è davvero sublime. M’incuriosisce l’area dei fumatori di sigaro che è rigorosamente accessibile solo a chi è già socio… è bello vedere persone che gustano vini adeguati al tipo di tabacco che si sta gustando, è gusto anche quello… e l’odore qui è profumo. Invece trovo divertentissimi gli assaggini, ma proprio ini… ini… ini… molecole di formaggi più piccoli dello stuzzicadenti, frammenti di briciole di biscotti o di pane che neanche si riesce ad apprezzare… Invece ogni assaggio (degno di questo nome) costa dai 50 centesimi ai tre o cinque euro e, dati i venti eruo di biglietto d’ingresso, la cosa pesa un po’. Però se penso a quanto mi sarebbe costato gustare quel che ho gustato cercandolo nel luogo d’origine, l’affare è fatto.
Peccato che Terra madre, all’Oval, chiuda alle 18, molti i delusi e qualche arrabbiato, in effetti c’è chi viene da molto lontano e non è bello trovare il gentilissimo addetto che gentilissimamente ti sbarra la strada.
Nel complesso l’evento è un tripudio di colori e di sapori, di odori e di gusti. Gente di ogni luogo e provenienza, da ogni parte d’Italia e del mondo, davvero un momento importante per la nostra città (al convegno del Sole 24 ore a Milano il 21 settembre non c’era nessun esponente del polo fieristico torinese). Si cammina ascoltando voci in lingue sconosciute e conosciute “…ma con cosa si accompagna?” “…eh questo è tutta un’altra cosa…” “…assaggia? Che te ne pare? Ne prendiamo due?” “…senti che roba… si scioglie in bocca…” “…questa non la trova in giro…” e così via… Le facce sono serene, curiose e godute, qualche calice appeso al collo per i più sofisticati, boccioni per dissetarsi qua e là… E’ la prima volta che i punti ristoro fissi della fiera sono letterlamente deserti, gli addetti, normalmente esauriti dietro alle richieste oceaniche, chiacchierano fra loro lasciando in vetrina qualche panino triste e sconsolato… anche stasera tornerà in frigo. Posso dirlo? Meno male!


Coazze – Festa rurale del Cevrin di Coazze

23 ottobre 2010

Visitata il 17 ottobre 2010

Ci risiamo… un’altra fiera interessante ma ben nascosta e adeguatamente imboscata. Il navigatore mi porta a Coazze, ci arrivo, mi aggiro per le vie, per le salite e le discese ma niente, possibile che anche qui (come a Rivarolo) l’abbiano annullata senza dire nulla a nessuno? Eppure sul sito del Comune era confermata… giro e rigiro, scarico un po’ di benzina per il paese, sto per andarmene ma vedo un singore che scende dall’auto e gli chiedo dov’è la fiera, mi dice di tornare indietro, girare di lì, poi di là e poi andare dritto che ci arrivo… eh sì, ammette, non ci sono indicazioni…
Torno indietro, giro di lì poi di là, poi vado diritto e niente… ho capito male… basta! Me ne vado, ma all’improvviso alla mia destra una transenna con divieto di transito mi fa sospettare che quella sia la strada giusta… parcheggio, fa freddo, scendo e seguo quella via, dopo un chilometro niente… ho capito, torno indietro, poi incontro una coppia con i sacchetti pieni di porri… “ma? E la fiera?” “vada dritto, giri a sinistra scenda e poi giri a destra e ci arriva”… grrr… vado dritto, giro a sinistra, scendo e poi giro destra e ci arrivo, ancora cento metri e ci sono… subito un cartello che indica il bagno pubbico a sinsitra, bene, ci vado (a volte necessita anche quello) arrivo in fondo ad una via e non c’è più niente, un ragazzo mi incrocia e gli chiedo… non sa, però dice che alla palestra c’è il bagno. Torno indietro raggiungo la palestra, nessuna indicazione, apro una porticina: una tavolata con commensali stupiti di vedermi, un signore affabile e gentile mi chiede se voglio un po’ di bagna cauda… ringrazio e chiedo dov’è il bagno (anche se non caudo)… qui dietro, dove c’è una porticina… lo raggiungo, ed è anche libero, del resto come si fa a occupare un bagno che non si sa dove sia?
Inizio la visita alla fiera, sì bella, ma la ricerca ossessiva dell’evento mi ha tolto ogni entusiasmo… ma perché non mettono un accidente di indicazione in ogni entrata del paese? Qualcuno allarga le braccia, non sono il solo a lamentarsi. Peccato, davvero peccato, malgrado la gentilezza e il garbo delle persone che incontro, appena finisco il mio lavoro me ne vado. Non ci tornerò, promesso.


Villar Focchiardo – 32^ Mostra mercato dei prodotti agricoli, artigianali e commerciali valsusini e 49^ Sagra valsusina del marrone

23 ottobre 2010

Visitata il 17 ottobre 2010

Siamo di nuovo in Val di Susa, non distante da Condove, qui si festeggiano le castagne, è la stagione e l’offerta è ricca, davanti a parecchi portoni facce contadine con sacchi di castagne che vanno dai 3 ai 5 euro al chilo. La mattinata soleggiata invoglia a girare per gli stand, belle cose, nel padiglione coperto ci sono bancarelle di hobbisti con cose curiose ma anche in piazza si trovano artisti e altro ancora. Mi sarei aspettato diversi caldarrostai ma non ne vedo neanche uno, eppure la mattina, ancorché soleggiata è fredda.
Una bella sagra, interessante, ricca di quel fascino paesano che in autunno fiorisce e offre i suoi frutti migliori. Come le castagne.


Condove – Fiera della toma

23 ottobre 2010

Visitata il 10 ottobre 2010

Bella fiera, ricca e ben organizzata, artigiani e mercatino delle pulci con bancarelle di tome e ogni nettare del gusto. Si fa fatica a muoversi fra ogni tipo di formaggi nei vari stand e bancarelle. Profumi e sguardi curiosi e golosi. Il paese diventa la Fiera, ogni luogo, ogni angolo del centro è parte integrante dell’evento. Si incontrano contadini, margari, rivenditori, tutti accomunati dal piacere per il buon gusto e la qualità. L’arte antica del far bene le cose nelle vallate di queste, come di altre, parti emerge e si fa protagonista di una giornata passata a gustare e scoprire cose nuove e belle.


Torre Pellice – Colori e sapori

23 ottobre 2010

Visitata il 10 ottobre 2010

Per chi ama le piante e le piantine (il vivaismo in generale) è una fiera interessante, in piazza si trovano marroni, frutta ma anche hobbisti. Buono il pasto sotto il tendone, ma fa freddo, e non si avverte il movimento e il brio della fiera fatta a maggio. Forse l’autunno è più indicato per altre iniziative. Incontro un vecchio amico che è venuto a vivere qui dopo la pensione, è sereno, queste valli restituiscono pace e tranquillità, specie se per decenni si è riparato autostrade. Riprendo il giro, lo finisco in fretta, poi nel bar a bere un buon caffè insieme agli espositori che ho contattato poco prima, due parole in piemontese, un saluto cordiale con alcuni, indifferente con altri… tanto ci rivedremo la prossima settimana in qualche altra fiera.


None – None al cioccolato

23 ottobre 2010

Visitata il 9 ottobre 2010

Certo None è più conosciuta per le fabbriche che la circondano e che, a turno, la portano sulle prime pagine dei giornali per le crisi ricorrenti che le riguardano. Eppure non è così, o non è solo così. None è un paese che, malgrado le apparenze “galleggia” sul cioccolato: grandi marche e artigiani lavorano qui il prezioso nettare degli dei, ma lo fanno con la tipica riservatezza torinese, in silenzio. Poi a ottobre si allestisce il tendone in piazza, e le bancarelle per le vie del centro e il profumo di cioccolato, le papille gustative e gli aromi diventano un richiamo irresistibile. Bisogna proprio vederla questa manifestazione, piccola intendiamoci, ma bella: un percorso breve costellato di gianduiotti, praline, stecche, tazzine di cioccolato con liquore dentro, tazzine di cioccolata e basta, torte e altri gioielli del palato che attirano frotte di golosi, tanto che la domenica non si riesce a camminare senza urtare qualcuno. E poi questo è il paradiso dei piccoli, tutti con la bocca rigorosamente sporca di cioccolato e con gli occhi più grandi della pancia. E’ una fiera che merita un bel futuro, lo auguriamo ai nonesi, agli espositori e al nostro piacere.


Saluzzo – 72^ Mostra nazionale di alto artigianato artistico e tipico

23 ottobre 2010

Visitata il 9 ottobre 2010

Più che una mostra a fini commerciali sembra di visitare un museo, aria solenne, raccolta, elegante, silenziosissima, austera e a volte quasi criptica. Si direbbe l’antitesi di un’iniziativa commerciale, invece vale la pena visitare questo evento che porta una firma prestigiosa: Fondazione Amleto Bertoni. Mobili di foggie diverse, splendidi, eleganti, antichi e moderni, idee, oggetti tutto sottolineato da un ambiente che ben sa valorizarli. Una visita utile anche solo per capire dove sta andando la qualità del design artigiano.
Una considerazione a parte la merita lo stand del Museo dell’Arpa Victor Salvi di Piasco, oggetti bellissimi che trasmettono passione e amore per un’arte poco diffusa ma molto apprezzata. Solo a guardarle queste autentiche opere d’arte emettono un suono, dolce e profondo che si erge nella fantasia e nel silenzio di un ambiente elegante e compassato. Appena ne avrò l’occasione voglio proprio farla una visita a questo museo. Ne varrà la pena, ne sono sicuro.


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